Viola Club ARGENTARIO

LA STORIA

Lo Stadio Comunale di Firenze è stato costruito agli inizi degli anni ’30; si pose mano alla sua costruzione nei primi mesi del 1930. L’opera dell’Architetto Pier Luigi Nervi, in origine prevedeva  l’innalzamento delle due tribune, coperta e scoperta, venne inaugurata il 13 Settembre del 1931, ancora largamente incompleta, con un  incontro amichevole contro l’Admira Vienna. L’opera fu realizzata per volere del Marchese Luigi Ridolfi che volle regalare alla città un nuovo e prestigioso impianto, oltre che una grande squadra da “Serie A”. La denominazione dello Stadio, che venne intitolato alla memoria di Giovanni Berta durante il Ventennio, divenne semplicemente Stadio Comunale di Firenze Fino al ‘91  Il precedente campo di Via Bellini venne presto dimenticato e la Fiorentina cominciò così una nuova avventura. Le curve vennero costruite solo in seguito al 1934 dopo i Campionati Mondiali del ’34 giocati in Italia, che videro Firenze teatro di un doppio emozionante quarto di finale Italia-Spagna. Le soluzioni pionieristiche adottate da Nervi per la costruzioni dello stadio, basate su un impiego massiccio e innovativo del cemento armato, lo hanno fatto classificare dalle “Belle Arti” come “Monumento Nazionale” La forma dello stadio che descrive una gigantesca ”D” è stata voluta per meglio ospitare tutte le discipline dell’Atletica. A completamento dell’opera venne eretta la Torre di Maratona (da cui prende il nome l’omonimo settore) la pista d’atletica e in seguito il tabellone luminoso.  La struttura, nel corso degli anni, ha subito vari interventi di ampliamento e ammodernamento, tutti senza intaccare, per i noti vincoli, in minima parte la struttura originale in muratura, come l’introduzione delle balaustre in mezzo alle gradinate e di vere e le “tribunette” mobili in legno (come per la partita Italia-Inghilterra negli anni ’50) o in ferro come quelle collocate al posto dell’attuale “Parterre di Curva”, fino agli interventi su vasta scala effettuati in occasione dei Campionati Mondiali del’90. In occasione dei Campionati mondiali di Calcio infatti, Firenze fu una tra le città prescelte per ospitare le partite e lo stadio, ormai vecchio di 60 anni, in quelle condizioni non era in grado di ospitare un evento simile. Molte ipotesi furono formulate, tra le quali quella di costruire un altro stadio fuori città, la decisione che fu presa prevedeva la ristrutturazione  e l’ampliamento dello stadio esistente (in tal senso lo stesso architetto Pier Luigi Nervi aveva lasciato un progetto per dotare l’impianto di un secondo anello). Il nuovo progetto prevedeva di lasciare inalterata la struttura dello stadio progettata da Nervi  (togliendo lo spazio occupato dalla pista d’atletica attorno al campo) abbassando il terreno di gioco cosi da permettere la costruzione delle tribune che oggi costituiscono i settori di “Parterre”. Questa operazione creò maggiore spazio per gli spettatori ma la capienza, a lavori ultimati, per avere tutti i posti a sedere, diminui un poco. Oltre a questi interventi lo stadio fu dotato di un nuovo impianto di illuminazione e di un tabellone con display a colori, ma soprattutto si lavorò molto sulla sicurezza. Lo stadio fu dotato di un impianto tv a circuito chiuso, le inferriate furono sostituite da vetri anti-sfondamento in plexiglass e ampliato l’antistadio e distanziate le entrate/uscite. Dopo questi lavori, nel corso degli anni’90, altri lavori hanno interessato l’impianto, come la creazione e l’ampliamento (in seguito) del “Settore Ospiti” e l’ammodernamento dell’impianto di telecamere a circuito chiuso che adesso copre, con modalità ossessive, l’intero perimetro dello stadio (e anche oltre). Nel 1991 viene intitolato ad Artemio Franchi

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